Ricordando “il dono”: don Angelo sacerdote.

2016-06-28 14.56.21Caro don Angelo,

siccome nessuno può vivere di soli ricordi passati, cerco di fare memoria, attraverso la mia reminescenza, del giorno della tua Ordinazione Sacerdotale, una data di partenza, un giorno di Grazia anche per la mia storia personale: era il 29 Giugno 2011.

È la memoria grata di un dono ricevuto!

Mio unico fine è far partecipe la tua comunità, le persone che attraversano la tua vocazione, la tua famiglia, i nostri amici, la Chiesa diocesana, di quei sentimenti, non solo emotivamente significativi, che albergavano nei nostri cuori nei giorni di preparazione al grande dono del tuo sacerdozio e di quella gioia traboccante che invase la nostra amata novecentenaria Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Sessa Aurunca.

Ricordo il tuo volto e le tue mani. Un viso che significava il volto di Cristo, solcato dalla intrepida voglia di unirti a Lui, mani che erano configurate a quelle di Cristo e di tutta la Chiesa. Accompagnarti con l’amicizia, e con i piccoli impegni, verso la grande giornata di mercoledì 29 giugno 2011 è stato per me un privilegio spirituale altissimo, una vera testimonianza di quello che è il sacerdote “Alter Christus” per il popolo di Dio, un confermare la mia fede ed un ancorare la mia speranza sulla roccia forte della Chiesa. Ricorreva il LX anniversario di ordinazione sacerdotale del Papa Benedetto XVI, ed io so quanto è grande la stima e quanto forte è la gratitudine che don Angelo prova per il Papa emerito, sentimento che nutro anch’io, e che si fonda sulla condivisione generale di quello che è il motto episcopale di Ratzinger “Cooperatores Veritatis”, collaboratori della Verità, per dirla con San Paolo “non padroni della vostra fede, ma collaboratori della vostra gioia” (cfr 2Cor 1,24). Al ricordo dell’ordinazione del Sommo Pontefice, si inserisce anche la memoria di quel caldo pomeriggio di giugno quando il Vescovo, Mons. Antonio Napoletano che da qualche giorno era costretto a stare a letto per un virus, riebbe le forze per scendere in Cattedrale e officiare il Sacramento dell’Ordine. Gioia piena e gratitudine immensa.

Sono cinque anni che non viene consacrato un sacerdote, da quel giorno, nella nostra Cattedrale.

Tu sei il novello, continua ad essere fresco di quel Chrisma versato sulle palme delle mani (e con quanta abbondanza!).

Venimmo noi (gli amici di San Rufino in Mondragone) a Nocelleto, a casa dei tuoi genitori, a prenderti per accompagnarti in Cattedrale: la nostra gioia si esprimeva con fede e con “tifo” come quando vince la Nazionale, un corteo di auto partiva da Mondragone con fiocchi bianco-gialli e strombazzando svegliammo la bella Nocelleto che riposava per la siesta. A casa tua, mamma Anna aveva preparato tutto il cerimoniale affettivo per l’uscita di casa dello sposo. Non mancarono i confetti ed il riso, come per dire “abbondanza e gioia a chi ti accoglie: la Chiesa di Cristo”. Quanta commozione, i tuoi genitori hanno offerto le primizie della loro casa…

Facemmo sosta ai cipressi, dove tu salutasti tuo fratello che mai ha lasciato la tua mano lungo il cammino vocazionale e ora continua a sostenerti per il tuo ministero.

Giunti a Sessa c’imbattemmo davanti alla Signora Cattedrale che ci accolse con la sua frescura… preparammo tutto quello che serviva per la celebrazione e nel nostro cuore c’era un friccichio, un’ansia generosa, un qualcosa simile al pianto di gioia che nasce quando si sta per compiere un evento grande, eccezionale e misterioso.

Non posso esprimere attraverso le parole umane (la parola non sempre può esprimere il cuore), la gioia di quel momento che portava la tua persona, sull’altare dell’amicizia con il Signore Gesù… è proprio questo aspetto, evidente nei tuoi occhi e potenzialmente attraente, che ancora permane dopo 5 anni; il sacerdote è un amico intimo di Gesù, non solo servo, ma amico. “Non iam dicam servos, sed amicos” – “Non vi chiamo più servi ma amici” (cfr Gv 15,15)

Pensavo che fosse questa la strada, che ci aveva condotto in quella fredda Cattedrale che si infiammava dell’amore dei nostri cuori uniti nel battito per te: l’amico nostro, è divenuto l’amico di Gesù, anche noi possiamo essere Suoi amici con lui.

E questo è bello! Sicuramente ognuno di noi, continua nella maturazione della fede, la gioia di quell’incontro. Ho incontrato il Signore attraverso la tua testimonianza: anche io, se volessi segnare una data, potrei scegliere quel 29 giugno 2011 e dire “Ho visto il Signore!”.

Caro don Angelo, noi ringraziamo Dio, perché dalle tue mani noi riceviamo Lui: l’Eucarestia.

Da questa prova tangibile della Sua presenza tra noi, dal Sacramento che ci ridona la gioia, che ci nutre nel cammino, che ci scalda il cuore, noi riceviamo gratitudine per questa umanità semplicemente donata, la vita di ogni sacerdote per noi è sacra, è parte della nostra Fede!

Ti auguro un cammino felice incontro al Signore, come quando nel giorno della memoria del tuo battesimo, contornato dalla tua comunità raggiungesti la Chiesa dove celebrasti la tua Prima Eucarestia… simile ai bambini che indossano l’abito bianco, si cingono i fianchi della semplice innocenza e con bianchi gigli vanno a ricevere il Cristo nel Sacramento. Attraverso le tue mani anche noi possiamo nutrirci di Lui…

Grazie don… di tanta Grazia di Dio!

Mondragone, 29/06/2016

Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

 Luca Caiazzo

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XXIX.VI.MMXI don Angelo Polito “Sacerdos in aeternum”

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