Eucaristomen: la Messa dei fratelli Ratzinger

benedetto e georg

Eucaristomen: la Messa dei fratelli Ratzinger

di Luca Caiazzo*

Alla notizia che il papa emerito Benedetto XVI è volato in Germania per visitare suo fratello gravemente malato, la stampa internazionale ha dedicato un esiguo spazio tra le breaking news di giovedì 18 giugno. Solo questa mattina (21.06.2020), la Diocesi di Ratisbona (https://www.bistum-regensburg.de/) ha riferito ufficialmente che il volo di ritorno è previsto per lunedì 22 giugno, da Monaco a Roma, circoscrivendo il tempo di questa visita privata, intima e familiare al “tempo necessario” dichiarato dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni.

Benedetto in Germania 1

Un viaggio dell’anima, dalla quiete orante del monastero Mater Ecclesiae in Vaticano a Regensburg, per essere accanto al fratello 96enne gravemente ammalato. Il viaggio, credo unico, verso il Paese natale compiuto da Benedetto XVI, dalla storica rinuncia al Pontificato (11 febbraio 2013), accompagnato dal segretario personale (l’uomo che più se ne prende cura) monsignor Georg Gänswein, dal medico, da un infermiere, da una delle memores domini, dal vicecomandante Davide Giulietti del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano ed un altro agente.

Un legame, quello dei fratelli Ratzinger, segnato dalla intensa comunione di vita, un’unità spirituale e così fraternamente familiare che li ha legati in modo unico sin dalla data della loro ordinazione presbiterale a Frisinga il 29 giugno del 1951. Il legame, corrispondente alla vicinanza presbiterale sin dalla giovinezza è stato costellato da momenti di semplice familiarità, di riposo, di incontro nella preghiera: Joseph giovane professore di Teologia dogmatica e Georg musicista e direttore di coro d’eccellenza. Benedetto XVI nel 2008, quando la città di Castel Gandolfo volle offrire la cittadinanza onoraria a suo fratello, si espresse con queste parole: «Fin dalla nascita, mio fratello è stato per me non solo un compagno, ma anche una guida affidabile. Ha sempre rappresentato un punto di orientamento e di riferimento con la chiarezza e la determinazione delle sue decisioni».

Legame intimo e sovrannaturale nel sacerdozio: il papa emerito, 93enne, oramai fiaccato dall’età e dalle problematiche di deambulazione e di vista, conservando la sua lucidità mentale e la freschezza intellettuale, ha chiesto di poter visitare il fratello allettato che evidentemente non è più in grado di poter raggiungere Roma come ha sempre fatto negli ultimi anni e sin dal tempo in cui era Prefetto della Congregazione della Fede e poi Papa.

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Il Papa emerito sulla tomba di famiglia nel cimitero di Ziegetsdorfer (Foto da Bild)

Un viaggio difficile per un uomo di quell’età, si palesa come uno stress difficile da sopportare, peraltro molte fonti affermano che le dimissioni di Ratzinger affondano proprio nell’impossibilità fisica di poter sostenere i Viaggi Apostolici, le udienze, i lavori del Sinodo dei Vescovi, le visite alle parrocchie romane ed il ritmo generale che aveva impresso al suo Pontificato (dalla Declaratio così annunciate dallo stesso Pontefice: «ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum»).

Joseph Ratzinger Gives A Theology Lecture

Il giovane Professor Ratzinger mentre prepara la lezione di dogmatica presso l’Università di Frisinga (1958).

Un viaggio-pellegrinaggio tra i ricordi della gioventù, come dell’infanzia, dei primi passi mossi da sacerdote, professore e poi vescovo: un pellegrinaggio a casa, prima di tornare verso Casa; «Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra», aveva detto il 28 febbraio 2013 da Castel Gandolfo poco prima della fine del suo Pontificato. Un pellegrinaggio dal fratello sacerdote ammalato, come si fa sempre tra i buoni uomini che sanno portare consolazione e conforto. Un viaggio con una destinazione certa: poter celebrare la S. Messa, cioè l’Eucarestia e “dire grazie” a Dio Padre, per Cristo e nello Spirito per il fratello, con il fratello, presso il luogo della sua vocazione e a pochi giorni dal 69esimo anniversario di ordinazione. Un Viaggio che sembra un congedo spirituale, un atto celebrativo e di lode a Dio che l’ha chiamato, scelto, confermato e sostenuto nelle prove e nelle gioie della sua vita cristiana, da Sommo Pontefice a semplice monaco obbediente al Papa: «“Eucharistomen” dice un grazie umano, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Lei, Santo Padre! La Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto»[1].

Un grazie che compie chilometri e attraversa frontiere, oltre ogni sforzo fisico, come in ogni Eucarestia. Dopo questi mesi di digiuno eucaristico, di sospensione delle Celebrazioni aperte all’assemblea fedele del popolo, un vecchio sacerdote, divenuto vescovo di Roma, ora emerito di questa diocesi, compie un pellegrinaggio-viaggio, l’opera di misericordia “visitare gli infermi” solo per dire “grazie!”: quello che vale per poter celebrare la Vita.

Benedetto emerito 1

Quanta umiltà, Padre Benedetto! Nessun grande discorso, nemmeno un comunicato pubblico o uno scritto, solo un lento andare, su quella comune carrozzella rossa spinta verso il proprio sincero desiderio, poter celebrare la S. Messa, in un clima di semplice familiarità, presso la casa del fratello ammalato: poter alzare la patena, sostenere il calice e dire “Grazie!”. La felice ricorrenza (è risaputa la devozione dei fratelli Ratzinger al Sacro Cuore di Gesù) della giornata di santificazione sacerdotale è preludio di quello che la storia consegnerà ai posteri: l’immagine dell’“umile lavoratore nella Vigna del Signore” che altro non vuole che essere Cooperatores Veritatis.

benedetto in germania 3

«“Eucharistomen” ci rimanda a quella realtà di ringraziamento, a quella nuova dimensione che Cristo ha dato. Lui ha trasformato in ringraziamento, e così in benedizione, la croce, la sofferenza, tutto il male del mondo. E così fondamentalmente ha transustanziato la vita e il mondo e ci ha dato e ci dà ogni giorno il Pane della vera vita, che supera il mondo grazie alla forza del Suo amore»[2].

Buon rientro in Monastero, Padre Benedetto!

Luca Caiazzo

[1] Commemorazione del 65° anniversario di Ordinazione Sacerdotale del Papa emerito Benedetto XVI, 28.06.2016 in https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2016/06/28/0483/01114.html.

[2] Ibidem.

*articolo pubblicato anche sul sito francese “Benoit et moi”

Joseph Ratzinger

benedetto emerito 2

Former Pope Benedict XVI

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