Sentiero quaresimale 10/10 Verso il Risorto

grazie…

Mons. Orazio Francesco Piazza

Siamo quasi giunti alla fine di questo prezioso periodo quaresimale. Forse saremo stremati dalle fatiche, scoraggiati dai risultati cercati e non raggiunti, ma il Signore è grato ad ognuno per gli sforzi compiuti, per i tentativi messi in atto e gioisce delle nostre conquiste. Continuiamo su questa strada, ogni giorno per il resto della nostra vita. Coraggio, in cammino, in alto e in avanti, con la fiducia della consolazione del cuore e la certezza che Cristo Signore, Parola di vita, è il caposaldo della nostra vita. Egli non ci abbandonerà mai, nemmeno nell’ora più buia della nostra esistenza.

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Sentiero quaresimale 9/10 Tempo di cambiamento

Mons. Orazio Francesco Piazza

Il Signore chiede il cambiamento della nostra vita attraverso azioni che stanno divenendo sempre più urgenti: accoglienza, unità, concretezza, umiltà. Se impariamo a praticarle, a renderle una buona abitudine, i vincoli negativi si scioglieranno fino a dissolversi, generando altruismo e gratuità. Il Signore non chiede la sola compunzione interiore attraverso il gesto del chinare il capo, ma impone una vera rivoluzione dei cuori: che essi si trasformino in disponibilità, solidarietà, attenzione e cura per le necessità, i bisogni, le sofferenze dei fratelli in difficoltà. Il sentiero di conversione dovrà iniziare con la paziente disponibilità verso quel prossimo che è quotidianamente vicino a noi, in famiglia, sul lavoro, nella trama delle relazioni sociali, fino poi a raggiungere coloro che da lontani chiedono di diventare vicini, a noi fraternamente familiari. Solo così le ferite si rimargineranno e una nuova luce brillerà.

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Sentiero quaresimale 8/10 Carità misericordiosa

Mons. Orazio Francesco Piazza

Quando intimamente facciamo l’esperienza di conformazione ai sentimenti di Cristo, al suo stile di vita, la nostra esistenza assume un valore diverso, si qualifica e diviene eccezionale. Ma essa rimarrà sterile se non si proietta verso l’esterno, se non si esprime in maniera concreta. Solo se sarà esplicitata e incarnata in opere che avranno il sigillo della misericordia, di quella misericordia che ci ha toccato il cuore, la nostra esistenza potrà definirsi completa, piena, autentica. L’ascolto della voce di Cristo Gesù, dialogo del cuore e intimità spirituale, devono essere il punto fermo per orientare il cammino quaresimale e la linfa vitale che alimenta l’azione della testimonianza nel quotidiano, mentre le opere sono il “segno sacramentale” che rende esplicito il dono di grazia sperimentato nell’incontro con il Signore. Tutto ciò, se vissuto con rettitudine, garantirà ad ognuno di fare l’esperienza unica dell’amore di Cristo crocifisso.

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Sentiero quaresimale 7/10 Ascoltare la Parola

Mons. Orazio Francesco Piazza

Ascoltare la Parola significa verificare, alla luce della grazia del Signore, le modalità attraverso le quali si vivono i rapporti umani, con le persone vicine e lontane; come si valuta la durezza delle tante prove che segnano la vita, o, ancora, come si risponde alle urgenze e alle necessità che costituiscono la trama della vita quotidiana. Apriamo bene le “orecchie del cuore” per disporci all’ascolto, per uscire dal frastuono delle tante voci, abitualmente negative e disfattiste che disorientano. Ascoltare va ben oltre l’udire. L’ascolto coinvolge il cuore e la vita, lascia permeare l’anima, non rimane indifferente a quanto viene detto. Quella Parola, che è Cristo stesso, è rivolta ad ognuno, interroga tutti, esorta ciascuno ai retti comportamenti. Non restiamo sordi al Suo richiamo, lasciamoci trasportare dalla Sua potenza, lasciamoci sconvolgere dalla Sua grandiosità per riversare quanto ci è dato nell’esistenza di chi ci è prossimo.

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In cammino verso la Settimana Santa

Mons. Orazio Francesco Piazza

“Siamo nel cuore del cammino quaresimale della Misericordia. Questa parola, così centrale nel cammino di quest’anno, deve diventare anche la meta, quella meta quaresimale che vede nella Pasqua il suo obiettivo. Colui che è nel cammino e comincia a intravedere la meta deve dare il massimo di sé, non deve sentire la stanchezza, non deve sentire la forza degli ostacoli, ma l’attrazione a raggiungere quella vetta, quella meta…”

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Sentiero quaresimale 5/10 Vivere la misericordia

Mons. Orazio Francesco Piazza

In questo Anno Giubilare è necessario aprire il cuore e disporre la nostra volontà all’incontro con Cristo e alla fedeltà nella carità. Incontrare Cristo e rimanere fedeli alla sua carità ci rende testimoni di misericordia. Se ci proiettiamo verso queste due prospettive, siamo sulla strada che conduce alla vera pienezza di vita, non fatta di cose, di proprietà o di beni materiali, ma di persone, di volti, di esperienze, di condivisione e di vicinanza. Se sperimentiamo la bellezza dei sentimenti e delle belle relazioni diveniamo costruttori di comunione ecclesiale e coesione sociale. Ma quanto siamo realmente in grado di realizzare? Per comprendere la bontà delle nostre effettive azioni, se esse sono motivo di vanto agli occhi di Cristo, dobbiamo esaminare con retto giudizio le nostre coscienze. Solo allora sapremo dire se è giusta la strada che stiamo percorrendo.

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Sentiero quaresimale 6/10 Esaminare le coscienze

Grazie

Mons. Orazio Francesco Piazza

Esaminare le nostre coscienze, attraverso la pratica quotidiana, è un impegno che custodisce in sé la scoperta di un dono. In essa, se praticata con coscienza leale, è possibile vivere l’intensità dell’amore che proviene da Dio. Ogni giorno quell’amore incondizionato ci viene dato a piene mani, come consolazione delle fatiche e dei dispiaceri. In questo tempo speciale, accompagnati dallo sguardo misericordioso di Cristo, riprendiamo la bella abitudine dell’esame di coscienza! Ci aiuterà a vivere meglio l’insieme delle tante responsabilità e permetterà di esprimere la nostra signoria nel vivere, senza cadere nella tentazione di lasciarsi andare, di subire la vita, o di disperderla nei rivoli della superficialità.

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Sentiero quaresimale 4/10 Autenticità di relazioni

Mons. Orazio Francesco Piazza

In questo percorso quaresimale diamo spazio ai sentimenti veri. Sono i sentimenti autentici del cuore, e non quelli costruiti artificialmente per i condizionamenti esteriori, a fare le buone relazioni. La disponibilità, la sincerità, la benevolenza, la solidarietà, l’ascolto garantiscono la qualità delle relazioni amicali. Un volto pulito, aperto, accogliente diviene lo specchio dell’anima, il rifugio sicuro per chi è disorientato. Spesso nei rapporti interpersonali e familiari, in piccoli e grandi contesti, si vivono incrinature, ombre e difetti che inquinano il naturale corso relazionale. L’aggressività, la concorrenzialità esasperata, l’utilitarismo selvaggio prendono il sopravvento facendo dimenticare la misericordia e il perdono. Impegniamoci dunque a ritrovare l’originaria bellezza dell’umano.

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Betania, dove il cuore riposa…

  • L’unzione di Betania (comunicazione tra la pagina di Giovanni e di Marco)
Gv 12 1Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2 E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
(Mc 14 Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo)
Gv 12, 3 Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento.
4 Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: 5 «Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». 6 Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 7 Gesù allora disse: «Lasciala fare, (Mc 14, 6Ha compiuto un’azione buona verso di me.) Gv 12 7perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
8 I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

C’è una particolarità in questo Vangelo:
Il protagonista non è Gesù, si potrebbe dire che quasi fa scena muta… risponde solo alla fine, e a fatti compiuti.
Il protagonista è: una donna, un vasetto di olio prezioso, un sentimento forte come l’Amore che viene versato senza badare ad eventuali sprechi, senza badare al costo effettivo di un tale gesto: “Lasciala fare…”!
Dobbiamo soffermarci prima sulla parola di Gesù (Vangelo di Marco) che dice “ha compiuto un’azione buona”, dove buona non significa che la donna è stata tanto carina da portare a compimento un tale gesto di affetto, ma di più la donna ha reso bella l’azione (buono nel Vangelo significa sempre bello!) perché ha messo in questo gesto la potenza di ciò che è capace il cuore…
Qui Gesù non fa niente, non compie nessun discorso: è questa donna che fa qualcosa per Gesù. Qui sta il mistero di questo brano. Questa donna rappresenta ciò che avverrà alla fine del Vangelo: la reciprocità d’amore con il Signore.
Ritornando con la mente e con il cuore a questa “cena tra amici”, c’è da mettere in rilievo un’altra cosa: la donna non è invitata… che sia una serva della mensa, oppure una ragazza di passaggio possiamo solo immaginarlo, nella versione di Giovanni invece si tratta di Maria, colei “che si è scelta la parte migliore”. Dunque non è un’invitata, non siede a tavola. Questa donna, profetessa dei gesti, rimane fuori da questa intimità  facendo un gesto che è più grande della cena stessa, più intimo di stare a tavola con Gesù… chissà come le  batteva il cuore in petto… sicuramente questo evento ha riempito Gesù di stupore, di trepidazione, mai una manifestazione d’affetto così bella, forte e intensa.
Poi è importante mettere in scena la situazione del luogo.

Betania: il cuore di Gesù si riposa in quel luogo, una specie di seconda casa per il Messia.

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1/Stabat Mater. La croce nella Terra dei Fuochi

OTTAVA STAZIONE
Gesù incontra le donne di Gerusalemme

V/. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R/. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.
Dal Vangelo secondo Luca. 23, 27-29.31

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato…
Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

MEDITAZIONE

Rimaniamo increduli davanti al dolore delle madri che piangono i figli morenti: il tumore dalle nostre parti è “la malattia”.

Questo è il tempo della sconfitta, non immaginiamo neppure lontanamente che si possa tornare a far scorrere “latte e miele” sui nostri monti, le nostre terre sono giallastre e sembra che una piaga d’Egitto si sia abbattuta sulla nostra ruralità.

Non produciamo più bellezza, i nostri campi sono pianure di pianto e lamento, pure gli uccelli non sono più gli stessi. I colori sono sbiaditi sui nostri sacri campi.

La nostra Via della Croce si inerpica presso la Nola-Villa Literno, lungo questo percorso c’è la concentrazione di “monnezza” seppellita come compost della morte. Piangono le nostre donne, le madri di questa terra che hanno respirato l’acre sapore della morte… trasale dall’aurora mattutina non più odore, ma fetori da bolgia infernale. Esalazioni tossiche, sono il fiato di chi ha avvelenato il nostro Creato.

Beate le sterili che non hanno partorito, qui il fiore della vita appassisce, seppur la tua Parola, Dio, rimane in eterno (cfr. Is 40,8).

Luca Caiazzo

 

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